Antico dipinto del 1600

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Description

Giuseppe che svela i sogni – olio su tela

Pittore caravaggista possibile cerchia di Bartolomei Manfredi

Bartolomeo Manfredi (Ostianoagosto1582 – Roma12 dicembre1622) è stato un pittoreitaliano, il maggiore e più intenso esponente dei Caravaggisti italiani.

Bellissima rappresentazione del tema religioso di Giuseppe che spiega i sogni-

Il dipinto rivela l'influenza Caravaggista, derivante da uno stile barocco. La resa della realtà attraverso l'uso dei forti contrasti di luce ed ombra, risulta fortemente veritiera e vitale. Nei dipinti dei pittori caravaggeschi si ritrova questo grande realismo soprattutto nel riprodurre nature morte ed interni con figure umane, rappresentate da sfondi monocromi spesso scurissimi, contrastati

da squarci di luce violenta e teatrale.

La storia di Giuseppe che svela i sogni

Nella terra di Canaan Rachele, seconda moglie di Giacobbe, partorisce Giuseppe. Essendo Rachele stata considerata sterile, Giuda ipotizza che si tratti di un miracolo.

Giacobbe mostra molta benevolenza e preferenza verso Giuseppe, tanto che risparmia a lui i lavori più faticosi e lo ritiene un miracolo di Dio arrivando anche a donargli una regale e splendente tunica che indosserà ogni giorno. Però, più il figlio prediletto cresce più si fanno fiammanti gli attriti con i fratellastri, che sono sempre più gelosi e invidiosi di Giuseppe e dei suoi privilegi. Tuttavia Giuseppe si rende conto che, sempre grazie ad un dono di Dio, può prevedere il futuro tramite i sogni: una notte sogna che l'ariete presente nel gregge in cui fa da pastore viene ucciso dai lupi mentre in un'altra sogna di essere al centro dei suoi fratelli che trasportano balle di fieno e quest'ultime si prostrano mentre la sua si innalza. Il primo dei sogni si avvera proprio il giorno dopo quando Giuseppe lo racconta ai genitori e ai fratellastri, e qualche tempo dopo avviene l'uccisione.

L'avvenuta profezia induce quindi Giacobbe a graziare ancora di più Giuseppe e i fratellastri ad odiarlo e invidiarlo ancora di più. Stanchi dei privilegi di Giuseppe, i fratellastri tendono a quest'ultimo una trappola ideata dal secondogenito Simeone nei pressi di Canaan; ciò avviene con che, aiutato dai fratelli, maltratta Giuseppe strappandogli anche la tunica, e successivamente lo butta nel pozzo. Passa la notte, e Giuseppe viene tirato fuori dal pozzo ma successivamente venduto a caro prezzo dai fratellastri a un mercante di schiavi. Completato il loro delitto, i fratelli macchiano con il sangue di un agnello del gregge la tunica strappata di Giuseppe e la portano a Giacobbe e Rachele per far credere loro che il fratello minore sia morto ucciso dai lupi.

Giunto a Menfi, capitale del regno d'Egitto, Giuseppe viene acquistato da Potifar. Lavoratore indefesso ed istruito, Giuseppe viene notato da Potifar il quale, dopo che lo schiavo ha sventato una truffa a suo danno, gli affida compiti sempre più importanti e meno gravosi. Nel mentre Zuleika, la moglie di Potifar, si invaghisce di lui e tenta di corteggiarlo e sedurlo ma il giovane la respinge. Infuriata, Zuleika accusa Giuseppe di averla molestata: Giuseppe cerca di difendersi ma Potifar non gli crede e lo condanna a morte salvo poi commutare la pena in prigionia quando Zuleika afferma che Giuseppe non merita di morire, rivelando implicitamente la verità.

Nella prigione Giuseppe fa la conoscenza di due uomini tormentati da dei sogni e Giuseppe li interpreta: a tre giorni da allora il primo uomo verrà scarcerato e ripreso al servizio del faraone come coppiere, il secondo verrà decapitato. Nel momento fatidico, Giuseppe supplica il coppiere di raccontare al sovrano del suo dono così da poter essere liberato.

Tempo dopo nella cella giunge Potifar che rivela a Giuseppe che il coppiere del faraone sostiene che Giuseppe ha la capacità di interpretare i sogni: il faraone è tormentato da un sogno che nessuno dei suoi saggi sa spiegare e Giuseppe è convocato a palazzo. Il faraone narra due sogni: nel primo vede sette vacche grasse che pascolano sulla riva del Nilo ma vengono successivamente divorate da sette vacche magre e orripilanti; nel secondo, invece, vede sette spighe piene che vengono divorate da sette spighe sterili, con il risultato che il grano va a male. Giuseppe spiega al Faraone che il sogno è effettivamente uno solo, ovvero che le vacche grasse e le spighe piene sono sette anni di abbondanza nel regno, mentre le vacche magre e le spighe sterili sono invece sette anni di carestia che seguiranno e manderanno in rovina le vettovaglie dell'Egitto. Il Faraone chiede a Giuseppe se c'è un modo per evitare la caduta dell'Egitto, e Giuseppe afferma che egli deve scegliere un uomo di fiducia che permetta ai contadini del regno di immagazzinare un quinto del raccolto di grano durante il periodo dei sette anni d'abbondanza, riserve che successivamente saranno distribuite al popolo durante il periodo dei sette anni di carestia. Dopo che Potifar afferma che affiderebbe la propria vita a Giuseppe, il faraone nomina lo schiavo signore di tutto l'Egitto con il titolo di "Zaphnath-Paaneah": l'unica autorità superiore a Giuseppe sarà quella del faraone stesso. Successivamente Giuseppe si sposa con Asenath, nipote di Potifar e Zuleika Giuseppe avrà da lei due figli, Manasse ed Efraim.


Information

Codice lotto: cod. D 162
Materiale: olio su tela
Misure: tela 120 X 100
Condizioni: ottime
Autore: Bartolomei Manfredi
Provenienza: Italia
Prezzo: 0

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Città: Torino
Prov: Torino
Cap: 10124
Laboratorio la Mole
Indirizzo: Via Montebello, 6
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Cell: 3357352986
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